INSTALLAZIONE

Alessandro Twombly

Untitled, 2006
Bronzo, 65x110x125 cm

Alessandro Twombly nelle sue sculture dà priorità all'esperienza plastica e al rapporto con i suoi materiali, il suo linguaggio visivo deriva dalla sottrazione dal materiale nell'ordine in cui appare la sua forma. Sono evidenti le tracce delle sue dita affondate ferventemente nel corpo materiale di queste opere che rivelano l'intensità e la passione nel farne emergere le forme. Non vi è rappresentazione e la sottrazione diviene astrazione. L'astrazione di Twombly è riferibile a "l'interno" della Natura, ai suoi segreti invisibili. "La natura ama nascondersi" dice Eraclito energia in uno stato di costante trasformazione; esagera, distorce, lascia vuoti e rifiuta di permetterci di dare per scontata qualsiasi apparente stabilità o certezza nella sua azione.
Ecco perché la superficie della scultura di Twombly non è liscia, cambia costantemente e offre allo spettatore una continua sorpresa visiva ed estetica che non trova un punto di riferimento di rappresentazione fisso. Un lavoro multidirezionale e multidimensionale che ricorda, in alcuni casi, immagini satellitari dallo spazio.
Una terra aniconica, un luogo informe, un luogo con una forma che si è dimostrata impossibile per la memoria collettiva storica, un nucleo materiale pronto per essere energizzato in qualsiasi momento e anche per energizzare.
La materia nell'opera dell'artista è qui, come quell'essenza immutabile che come realtà organica esiste nella vita, pronta a prendere forma. L'attivazione di questa energia materiale si ottiene attraverso l'intervento "plastico" dell'artista, che sa come parlare e risvegliarlo permettendo alla sua forza di apparire attraverso l'emergere di queste forme aniconiche. Man mano che il materiale viene rimosso, la sua energia essenziale viene rilasciata.
Le tracce delle mani dell'artista sulla sua scultura dissipano la sua volontà di premere il materiale e di liberarlo dal suo peso rappresentativo. È la lotta per il completamento contro l'illusione, per la luce della vita organica, per la gioia di essere qualcosa, di esistere senza riferimenti iconografici.
Le sue opere possono essere forma organica, forse preistorica, o la forma di una pianta del deserto, o di un pianeta, qualcosa di meta-storico, non censurato, sempre pronto a essere accennato, da non confermare o narrare, impossibile da posizionare in qualsiasi territorio visivo riconoscibile.
Indicazioni materiali di un'eterna vitalità interiore; sono tracce di un anonimato immutabile, un linguaggio altamente interpretativo vuole parlare senza eccesso estetico, vuole abbandonarsi alla bellezza inaspettata della lotta con i materiali, al demone della traccia esperienziale. È per questo motivo che sottolinea l'istinto artistico stesso, il desiderio di una vita creativa. È così che vengono gettate le basi per la nascita di un linguaggio di scultura, la cui fonte perpetua sarà la sua relazione dinamica con il presente creativo dell'arte e della vita allo stesso modo.
Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona.

Alessandro Twombly è un artista italiano noto per le sue sculture organiche e strutturate. Figlio del famoso astrattista americano Cy Twombly è anche un pittore appassionato di botanica dipingendo spesso fiori con i suoi tratti caratteristici ampi ed espressivi. Nato Ciro Alessandro Twombly nel dicembre del 1959 a Roma il neo-espressionista segue la carriera del padre come artista e ha esposto regolarmente in esposizioni collettive e personali dagli anni ’80 in poi. Attualmente vive e lavora a Roma


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