INSTALLAZIONE

 

Silvia Scaringella

Aneurisma
China su carta giapponese, 170x250 cm

Touch me 1, 2017
Marmo nero statuario e carbone, 45x45x8 cm
(Opera in vendita, courtesy of Galleria Riccardo Boni)

Touch me 2, 2018
Marmo nero statuario e carbone, 35x50x8 cm
(Opera in vendita, courtesy of Galleria Riccardo Boni)

Time lapse, 2019
Carbone e marmo, 45x15x10 cm

Flock, 2019
Opera site specific di land art, tecnica mista, 250x110x100 cm

The war of planet, 2019
Opera site specific di land art, gesso e carbone, 450x450 cm

Gli sciami di Silvia Scaringella sono realizzati sulla scia della tradizione serpottiana degli stuccatori palermitani. Impasto di gesso e calce che plasmata orna gli oratori, dagli elementi architettonici a statue e teatrini con profondità scenica di grande ricchezza narrativa. Opere spirituali per concezione e carnali per consistenza. Bianco&allustrato con una patina composta da cera, idrossido di calcio e polvere di marmo di Carrara levigata che creano luminosità. Dal gesso, polvere di alabastro e della polvere del marmo di Carrara nascono le opere di Scaringella, romana trasferita a Carrara, nelle sue opere come nelle moltitudini visive serpottiane la scultura si smembra in singole parti ma rimane atmosfera d'insieme, esce dal suo essere monolite e diventa irradiazione di energia, un campo magnetico avvolgente composto ed esistente solo grazie al singolo necessariamente in correlazione con l'altro.
Dal teatrino Barocco allo spettacolo contemporaneo dove una moltitudine di passaggio, frenetica, in movimento incessante tra un tornello del metrò e un attraversamento pedonale attraversa non luoghi, distaccata ed inconsapevolmente correlata, come guardare con occhio distante degli stormi muoversi nel cielo dove al movimento di uno corrisponde e risponde l'altro.
Un campo magnetico, uno sciame di individui che dà forma a una vibrazione universale, a una meccanica quantistica, a un campo di forze, dove ogni ente è agente, solo se considerato in relazione. Il sentimento relazionale che emerge è un sentimento di salvaguardia, saper vedere l'altro e sentirsi piccola parte di un insieme di interazione mutualistica e commensalistica. I simbionti di questa installazione, le api nello sciame dipendono l'una dall'altra per la loro sopravvivenza, una organizzazione strutturata che fa crescere la colonia anche in relazione al contesto, al clima, all'andamento del raccolto e posizione dell'arnia. L'uomo come il regno animale e vegetale risponde a sottilissime regole naturali, ricercare un equilibrio con l'ecosistema è una sfida che l'uomo si deve porre, partendo dalla consapevolezza di essere un'infinitesima parte di un grande organismo d'insieme. Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona.


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